Home Chi siamo Kibera in breve Storia del bidonville Temi Donazoni Volontariato Partner Fotos Contatti

 

 

Kibera è ubicata su un territorio appartenente al Governo e per questo è nota come “insediamento illegale” e non è pertanto inclusa nei piani di sviluppo per i servizi pubblici urbani.  Lo slum è a soli 7 chilometri di distanza dal distretto economico del centro urbano, ed è composto da 12 Villaggi, ciascuno dei quali varia in dimensione, morfologia, numero di abitanti, cultura, gruppo etnico, religione.

Questo “insediamento illegale” è affetto da tutti i tipici mali, socio-economici ed ambientali, degli slum. Le strutture abitative di Kibera sono costruite senza alcuna regolamentazione e non c’è più spazio a disposizione. Camminando all’interno dello slum si incontrano pochissimi alberi o altra vegetazione. Non esistono indirizzi postali e pochissime persone si possono permettere una casella di posta in qualche ufficio postale della città.

La tipica unità abitativa è formata da una piccola stanza con pareti di fango e il tetto di un foglio di ondulato metallico. La maggior parte delle “case” hanno il pavimento costituito dal nudo suolo e pareti non intonacate. Le “strade” costituiscono uno dei problemi principali per i residenti (sono in terra battuta, crivellate di buche e con gli scoli a cielo aperto) specialmente quando una persona malata necessita di essere trasportata all’ospedale: la larghezza delle strade è così ridotta da non permettere il passaggio delle automobili. Un altro grosso disagio si verifica quando ci sono degli incendi nello slum. Per lo stesso motivo i pompieri non hanno alcun modo di accedere alle “strade” dello slum con i loro mezzi antincendio. Gli scoli a cielo aperto e altri fossati caratterizzano il sistema fognario di Kibera. Spazzatura e acque di scolo si incanalano lungo gli stessi fossati e, quando la spazzatura si accumula ed intasa questi fossati, le acque tracimano. Essendo Kibera un luogo miserabile, questi fossati si trovano a pochi metri dalle abitazioni. Le acque stagnanti e fetide e la poltiglia di fanghi che circonda le case sono luoghi ideali per lo sviluppo di molte larve di zanzare che portano malattie, fra le altre cose.
Oltre all’inefficiente sistema di scolo, Kibera soffre anche di un ridotto accesso ad acqua potabile, elettricità, servizi sanitari ed educativi. Ma, soprattutto, gli abitanti di questo slum soffrono psicologicamente per il fatto che le loro abitazioni sono temporanee.

Infine, le infezioni da virus dell’HIV/AIDS costituiscono un problema crescente. Secondo MSF (Medici Senza Frontiere) almeno il 15% degli abitanti di Kibera è infetto dal virus, ma questo valore potrebbe essere molto più elevato dal momento che alcune parti della popolazione non sono testate, come i bambini al di sotto di 1 anno. La maggior parte delle persone con HIV/AIDS sono giovani e bambini.
Le famiglie ne soffrono moltissimo perchè molto spesso i figli più piccoli assistono alla progressiva debilitazione dei genitori, senza poter fare nulla per aiutarli. Alcuni di questi bambini  sono pure infetti dal virus dell’HIV/AIDS e, al pari dei genitori, non ricevono nessuna cura o trattamento medico.

Sono questi i motivi che hanno spinto i giovani di Kibera a riunirsi e dare vita ad iniziative come SHOFCO, per aiutarsi a risolvere alcune di queste grandi sfide che la vita gli ha messo di fronte.